IL SACERDOTE SECONDO
IL BEATO G. DUNS SCOTO
(12/11/2006-Castellana G.-ore 17,30)
Saluto
Saluto e Ringrazio con stima il rev.mo mons. Vito Fusillo, Vicario Episcopale della nostra Diocesi, i Confratelli nel Sacerdozio, le Autorità, gli Amici del Beato,la Fraternità dell’OFS, il Gruppo Mariano, i Devoti della Madonna e tutto il Popolo di Dio per avere accettato l’invito dello Spirito per lodare insieme il meraviglioso dono del Beato Giovanni Duns Scoto, che l’Onnipotente Bon Signore si è degnato fare alla Chiesa e all’Umanità, come ricordato di recente anche dall’Osservatore Romano (7 ottobre 2006, pag. 6).
E poiché ne celebriamo la memoria liturgica - come secondo anno di preparazione al VII centenario della sua morte il 2008 - premetto qualche cenno biografico.
Di origine scozzese, naque verso la fine del 1265 nella cittadina di Duns, omonomia tra cognome e luogo di nascita. La sua famiglia era molto legata ai figli di Francesco d'Assisi, che da poco erano arrivati anche in Scozia, e un zio paterno abbracciò l’ideale francescano divenendo anche una massima autorità religiosa locale.
Attirato certamente dall’esempio dello zio, P. Elia Duns, a 15 anni Giovanni vestì l'abito francescano. Durante il noviziato modellò il suo carattere ai valori essenziali della vita spirituale e francescana. Venne ordinato presbitero il 17 marzo 1291. Conseguì i gradi accedemici presso l'Università di Parigi e insegnò in varie sedi universitarie, come la stessa Parigi, Oxford, Cambridge e Colonia. Fedele all'insegnamento della Regola, il 25 giugno 1303 rifiutò di sottoscrivere il libello di Filippo IV il Bello, contro il papa Bonifacio VIII, e prese la via dell'esilio.
Con consolidata autorità dottrinale e con rinnovata metodologia, basata principalmente sul testo Rivelato, sulla Tradizione e sul Magistero, affermò con acutezza e vigore il primato dell'Incarnazione, il privilegio dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria e l'autorità del Romano Pontefice, e le caratteristiche fondamentali del Laicato moderno.
Per motivi di sicurezza personale, nell'estate del 1307 venne trasferito a Colonia, dove, stressato dal viaggio e dal lavoro apostolico, ritornò alla casa del Padre l'8 novembre 1308, all'età di 43 anni.
La grande fama di santità di cui fu circondato in vita e dopo morte, gli meritò ben presto un culto pubblico che, per vicissitudini storiche, solo il 6 luglio 1991 papa Giovanni Paolo II ha confermato, concedendogli i solenni onori liturgici nella Basilica di S. Pietro il 20 marzo 1993. Estremamente commosso anch’io ero presente alla cerimonia e per ringraziamento dedicai un anno sabbatico alla Terra Santa, come docente di Filosofia nello Studio di Betlemme e di Gerusalemme, dove tenni al Biblicum anche la “prolusione” dell’anno accademico 1993-94, sulla Via Scoti.
La sua dottrina aleggia in tutti i documenti dottrinali del concilio Vaticano II e il suo nome viene molte volte citato dagli ultimo Papi, specialmente da Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Grazie.
SCHEMA SUL SACERDOZIO
SECONDO IL BEATO G. DUNS SCOTO
(Castellana Grotte, 12.11.2006, ore 17,30) Autorità, Devoti della Madonna e Popolo di Dio,
Oggi, 12 novembre 2006, a quasi VII secoli dal dies natalis, cioè del giorno della nascita al cielo del Beato Giovanni Duns Scoto, Sacerdote francescano, il Centro di cui porta il nome con sede nel settecentesco chiostro del Convento, inserisce tra le tante manifestazioni anche questa particolare concelebrazione, presieduta dal Vicario Episcopale della nostra diocesi, mons. Vito Fusillo, che di cuore ringrazio per avere accettato l’invito.
Come chiave di lettura e guida di questa liturgia, scelgo il testo agli Ebrei sul sommo sacerdote, non solo perché più consono alla circostanza del Beato, ma anche perché intendo rioffrire al Cristo per mezzo suo solo gli otto lustri del mio sacerdozio, coincidenti con il suo VII centenario, ma l'intera restante mia vita.
Parlare della dottrina sul sacerdozio in Duns Scoto è cosa difficile e molto arduo, perché, anch'egli non ha lasciato scritto nulla ex professo, e le poche notizie sono ricavabili dalle trattazione generali della sua teologia, da cui sinteticamente posso ricavare il seguente schema molto interessante e di grande attualità:
1. Cristo fondamento del Sacerdote o Cristo unico vero Sacerdote:
- fondato sul mistero dell’Incarnazione come Mediatore
- inaugurato al battesimo al Giordano
- culminate sul Calvario come Redentore
- glorificato nella Risurrezione e Ascensione come Glorificatore.
2.Cristo partecipa il suo sacerdozio:
- nel sacramento del Battesimo (sacerdozio comune)
- nel sacramento dell’Ordine (sacerdozio ministeriale.
3.Il Sacerdote ministeriale vien chiamare:
- alter Christus
- vicarius Christi -
- Mediator Dei
4.Il Sacerdote ministeriale ha due compiti specifici:
- consacrare il corpo vero di Cristo: Eucaristia
- costruire il corpo mistico di Cristo: Chiesa
.Significato del termine “sacerdote”:
- “sacerdos = sacer dux”, Responsabile della vita spirituale:
- “sacerdos = sacra docens”, Maestro della Parola di Cristo
- “sacerdos = sacra donans”, Ministro della vita liturgica.
Il sacerdozio battesimale partecipa al munus di Cristo:
sacerdotale profetico e regale.
Grazie
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