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SOLILOQUIO SULLE "ORIGINI"

Giovanni Lauriola ofm

 

Dopo la lettura veloce di due articoli di Oviedo e di Matura (cf Vita Minorum, n. 1 e 2 del 2005), mi sono trovato coinvolto ad ascoltare anche delle relazioni sulla "grazia delle origini", e contemporaneamente a leggere anche gli ultimi documenti in merito, e non so che cosa è successo nel mio spirito: sentimenti contrastanti, dal plauso all'amarezza di fiele, si agitavano nella mente e nel cuore. Sono stato per vari giorni come sballottato da alterni pensieri e sentimenti, senza trovare spiegazione o giustificazione. Mi sentivo come un fuscello portato qua e là dalle onde del mare in tempesta... Sembravo di soccombere! Come una spina penetrante e lacerante mi tormentava e straziava il cuore e il corpo il pensiero di non sapere più distinguere cosa fosse vero e che cosa fosse falso... La crisi più nera della mia esistenza!
Il chiodo fisso: se dopo cinquant'anni di vita francescana, spesa nella ricerca, nello studio, nella predicazione, nell'insegnamento, nei dibattiti, nei congressi, nelle tavole rotonde..., e anche nella diffusione con la carta stampata dell'ideale francescano... si devono ancora sentire o leggere "cose" del genere... devo pubblicamente confessare il mio completo fallimento esistenziale. E ricominciare ai piedi del Cristo Crocifisso: che cosa vuoi che io faccia? Indicami la strada sicura nel mare del pensiero debole e del relativismo assoluto di questo mondo che non più ti riconosce perché ti ha "rivestito" di molti abiti sia dall'interno sia dall'esterno, e non si scorge più il tuo nudo cristico che affascina attira e sublime nonostante le molteplici riverniciature sul tuo essere semplice e candido insieme.
Signore, aiutami a comprende ciò che credo. Come lo è stato forte prepotente e significativo questo grido di tanti Autori Santi, non ultimo, anche di Duns Scoto, lo possa essere anche per me che sembro aver smarrito la bussola della mente e del cuore intorno al problema delle "origini", dopo la mia risposta alla chiamata francescana della vita. Aiutami, Signore a trovare una guida sicura che mi possa condurre con sicurezza a te completamente. Quando pensavo di averla trovato nel Beato Duns Scoto, all'improvviso mi accorgo di non aver seguito e il dubbio mi assale: sono in buona compagnia oppure ho sbagliato scelta?
Il tarlo del dubbio però l'ho mandato a quel paese e mi sono chiesto: dove conduce Duns Scoto? A Cristo totale, alla Madre Immacolata e Assunta gloriosa, alla Chiesa norma e regola di fede e di verità, al Papa infallibile nella sua cattedra di fede e di morale, all'uomo immagine di Cristo, al mondo come vestigia di Cristo... a Francesco nella sua sistemazione scientifica...
E se conduce a questi risultati, perché lasciarlo? E così il mio dubbio si è ritrasformato in una certezza ancora più forte e tenace da non temere alcuna tempesta o difficoltà, perché il fondamento è Cristo! E con Cristo sono sicuro come la roccia. Contro Cristo non c'è nemico che tenga!

Se personalmente ho superato il dilemma, resta sempre la domanda storica: come mai tra le agenzie di ricerca e di studio e le autorità non scorre buon sangue? Come mai le prime dichiarano una conclusione o una tendenza di andamento della vita francescana dopo la fase postconciliare, e le altre continuano a scrivere come se nulla fosse accaduto in questi quarant'anni?
Mi spiego: è da più di vent'anni che il sottoscritto, insieme ad altri studiosi, hanno più volte dichiarato che il concetto delle "origini" non è possibile in alcun modo limitarlo alle così dette "fonti" francescane, perché il "carisma" non coincide minimamente, anche se ne è il fondamento storico, con l'"ideale" francescano che invece lo interpreta teoreticamente giustificandolo e sostenendolo sia teologicamente che filosoficamente... Se il concetto delle "origini" non viene esteso almeno fino alla prima metà del XIV secolo, si continuerà a mordersi la propria coda... o a fare il buco nell'acqua...

Tralascio di proposito il riferimento ai documenti e alle considerazioni, e rifletto tra me e me.
Prima osservazione: prima di tutto ringrazio di cuore Oviedo e Matura, che con mezzi diversi e da prospettive diverse, hanno messo finalmente il dito nella piega della ferita intrinseca al mondo francescano. Entrambi annoverano concordemente tra le cause più profonde e sicure della crisi esistenziale del francescanesimo d'oggi sia la miopia sulle "origini" e sia l'assoluta mancanza di "pensiero francescano" vuoi in campo teologico vuoi in campo filosofico... Eppure abbiamo a disposizione la migliore base per qualsiasi ricostruzione teoretico-pratica della lettura della storia della salvezza, il Cristocentrismo di Duns Scoto, il rappresentante più qualificato della Scuola francescana, ma anche il più misconosciuto dal mondo interno, salve qualche eccezione... Il futuro del mondo del terzo millennio o è il Cristo totale o è l'affondamento più tetro nel mare della dittatura del relativismo e del pensiero debole!

Seconda osservazione: che valore possono avere i documenti, se non tengono conto né di queste indicazioni forti e pesanti né di altre pur valide espresse nei due articoli? Che valore può avere un programma triennale basato su aspetti semplicemente esteriori e di facciata, se non si fa nessun riferimento al pensiero filosofico e teologico francescano autentico e forte? Mica la testimonianza poggia sul "vuoto", o la spiritualità avulsa dalla teologia! E' sempre l'idea il fondamento di qualsiasi testimonianza. E quale "idea" francescana autentica e forte è presente nel mondo francescano odierno, se quasi sistematicamente e progressivamente ci si distacca dal "rappresentante più qualificato" della Scuola francescana, che invece ha puntato tutto su Cristo? E la bellezza del Primato di Cristo, dell'Immacolata, dell'Assunta, della Chiesa "continuatio Christi", dell'uomo "imago Christi"...!

Terza osservazione: si ha l'impressione che dagli inizi del terzo millennio tutti i documenti, al di là di qualche sporadico cenno di circostanza o di rito, fanno a gara per allontanarsi dal "perfezionatore della Scuola francescana", perdendo quasi l'ultima occasione di sopravvivenza. Come se la storia non insegnasse nulla! E come se i solenni ammonimenti di Giovanni Paolo II e specialmente quelli di Paolo VI non fossero mai stati ascoltati o esistiti, cui si possono aggiungere le forti bordate date da Benedetto XVI in vari documenti. Si assiste al curioso fenomeno: la Chiesa orienta verso Duns Scoto... l'Ordine invece come se programmaticamente se ne allontanasse in progressione non aritmetica bensì geometrica. Situazione che il mio cuore chiama nel suo più profondo silenzio "peccato francescano", chiedo venia dell'espressione ma la uso solo come personalissima constatazione senza alcun riferimento a persone o a cose. E' come quella famosissima idea di aselmiana memoria...

Quarta osservazione: in concomitanza con l'VIII centenario delle origini, pur sorvolando l'errore storico della datazione, nel 2008 ricorre anche il VII centenario della morte del Maestro Francescano, eppure al di là un semplice mormorio di qualche leggerissima proposta, non ancora si è mosso nulla. Poteva essere l'occasione propizia per intrecciare tante iniziative tra i due centenari, così da ridare il vero e autentico peso e senso non solo al concetto delle "origini", ma anche approfondire il passaggio dal carisma all'ideale, che è cosa molto ma molto seria per la sopravvivenza dello stesso francescanesimo. Spero che menti e cuori generosi e coraggiosi vogliano aiutare a traghettare e a navigare in questo mare sempre più in tempesta...

Questo soliloquio non intende minimamente essere né critica né denuncia, ma semplice pensiero che vola nella mia mente, forse, alquanto distratta da una certa realtà, ma non dalla storia. Soliloquio o sproloquio che può essere tranquillamente anche cestinato, se non dovesse risultare esatto e corretto oppure viziato e aprioristico, o comunque non rispettoso della verità sia storica che teoretica. Può essere considerato non solo obsoleto e inutile ma anche insignificante e ininfluente, comunque rispecchia l'esperienza didattica e scientifica di quasi mezzo secolo di vita e di lavoro, anche se proveniente da un autodidatta e da un piccolissimo punto geografico del globo. Per questo, forse, potrei essere scusato dello sfogo!
La verità, però, non appartiene a nessuno e non è patrimonio di nessun luogo: in spirito e verità... E' di chi la ricerca sinceramente con passione amore e sacrificio senza mai possederla, altrimenti viene uccisa. La verità veramente libera ed è segno di libertà. Anche questo è Duns Scoto!

 

 

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